Passare a Linux: tutto quello che avreste voluto sapere (ma non avete mai osato chiedere)

Penso che uno dei migliori articoli sulle cose che ogni utente dovrebbe sapere prima di passare a Linux sia quello di Dario Cavedon, scritto alcuni anni fa. Per la cronaca si basava su quest’altro articolo di Jack Wallen. Mi approprio delle sue considerazioni (ed anche dell’immagine sopra!), cercando di integrarlo con le mie opinioni e di adattarlo ai “nostri tempi” (si sa che in informatica tre anni sono un’era geologica). In particolare ho provato ad immedesimarmi nell’utente inesperto (o noob, come si dice ora), con tutti i suoi dubbi e timori. Vuole essere questo il mio piccolo contributo per ridurre la disinformazione riguardo GNU-Linux (chiamato di seguito semplicemente Linux), nonché per sfatare luoghi comuni che ancora proliferano su Internet (su forum, social network ecc.). Lo so, è una lotta impari…

NB:  Per le persone un minimo esperte molte cose saranno ovvie, già lette e rilette. Altre cose invece… sentite meno volte!

  1. Linux non è Windows. A molti potrebbe sembrare banale, ma a diverse persone sfugge questo semplice concetto. Ogni famiglia di sistemi operativi funziona più o meno diversamente da un’altra. Alcune differenze sono più evidenti, altre sono “sotto il cofano” e sono indifferenti per l’utilizzo comune.
  2. Linux è soltanto un sistema operativo (fra i tanti). Pensateci un attimo. L’utente medio non utilizza Windows, nè il Mac e neppure Android. La maggior parte delle operazioni sono effettuate sui programmi: navighiamo su internet con Chrome o Firefox, scriviamo documenti con LibreOffice, vediamo i film con VLC. Tutte queste azioni possono essere compiute indipendentemente dal tipo di sistema operativo, che funziona “in background” senza che l’utente si accorga di nulla.
  3. Non c’è il disco C:. Su Windows i file sono sparpagliati all’interno di uno o più dischi (fisici o “virtuali” come le partizioni), identificati con una lettera dell’alfabeto (come C:D:, E: e così via). I sistemi Linux invece hanno le cartelle organizzate in una struttura gerarchica ramificata, ossia “a radice” (root in inglese):linux (copia 2)okI vari utenti hanno i loro file personali all’interno delle rispettive cartelle-utente situate dentro la Home, delimitate da una linea rossa nell’immagine sopra. Al di fuori di quella linea ci sono i file “di sistema”, che non interessano all’utente e che è possibile modificare solo con password di amministratore. Un metodo semplice per evitare di “fare danni” inavvertitamente o di subire intrusioni esterne indesiderate.
  4. Il programmi si installano e rimuovono semplicemente. Su Windows siamo da sempre abituati a cercare software piratato su Internet, scaricare un file .exe (o .zip o .msi), farci doppio clic sopra e aspettare che finisca l’installazione. Questo quando va tutto bene: di solito dobbiamo anche assicurarci di scaricarlo dal sito giusto (e non da uno che diffonde virus) e che durante l’installazione non ci venga propinato del software aggiuntivo non richiesto, programmini inutili abbinati, varia pubblicità e altre schifezze. I principali sistemi Linux, invece, hanno sempre uno strumento con il quale è possibile aggiungere e rimuovere programmi facilmente e in tutta sicurezza:ubuntu_software_center_en_ubuntu_12-10  L’utente deve solo cercare il software e cliccare su Installa.
  5. Ma l’antivirus? Dimenticatevi le scansioni periodiche e le infezioni su larga scala che vi costringono a formattare il computer. Con Linux siete quasi immuni da virus. Ricordatevi comunque due cose. La prima è che i vostri amici continuano ad usare Windows: potreste essere “portatori sani” quando diffondete email sospette o prestate la vostra chiavetta usb. L’altra è che vanno comunque rispettate le normali norme di sicurezza dettate dal buon senso: fate sempre gli aggiornamenti, impostate il router di casa affinché sia sicuro (cambiate la password, aggiornate il firmware ecc.), state comunque alla larga dai siti web poco affidabili che possono usare degli script del browser web (ricordate ad esempio il virus della polizia postale nelle sue varie versioni? bene, si può prendere pure con Linux! la differenza è che mentre su Windows sono necessarie varie procedure per eliminarlo, sui sistemi Linux basta pulire i dati recenti del browser!).
  6. Aggiorni tutto con un solo click (sistema e singoli programmi). Voi li fate gli aggiornamenti, vero? Bene, non dovrete più aprire ogni singolo programma per aggiornarlo, oppure riscaricarlo ogni volta perdendo anche ore del vostro prezioso tempo. aggubuntu1 In più gli update sono disponibili appena sono pronti. Non come su Windows, dove vengono rilasciati un giorno prestabilito di ogni mese (dando tempo a eventuali malintenzionati di agire indisturbati, qualora venga scoperta una falla del sistema).
  7. Ho sentito dire che Linux è difficile. Roba solo per smanettoni o laureati in informatica. Sbagliato! si potrebbero elencare diversi motivi a riprova del contrario (oggi esistono distribuzioni Linux user friendly, il terminale non è più necessario come una volta ecc.). A me però piace dire un’altra cosa: ho installato Linux sui computer di persone con più di sessant’anni (che spesso hanno difficoltà pure ad inviare gli sms da cellulare). Lo usano senza problemi.
  8. Se non ti piace lo cambi o lo personalizzi. Al contrario di Windows e Mac, se non vi piace l’aspetto del sistema (colore e forma delle icone, schermata d’avvio, posizione del menu ecc.), lo potete cambiare. Usare un sistema che ci piace poco o che ci risulta scomodo può essere molto frustrante. Ci sono ambienti grafici molto diversi tra loro, che si possono a loro volta modificare. C’è solo l’imbarazzo della scelta.
  9. Linux vuol dire essere liberi. Linux è software libero. Vuol dire che garantisce a sviluppatori e utenti le quattro libertà fondamentali e, indirettamente, altri vantaggi: godere di maggiore privacy e sicurezza, non essere vincolati alle decisioni di Microsoft, Apple ed altri. Parafrasando uno slogan d’altri tempi: «Il computer è mio e lo gestisco io!».
  10. È gratis. Sento ancora dire frasi banali e qualunquistiche del tipo: «Se è gratuito vuol dire che fa schifo», «La qualità si paga», «Nessuno ti dà niente per niente». Mettendo da parte il fatto che con l’open source c’è pure chi ci guadagna, io ribalterei la domanda: quante volte avete pagato per un programma/prodotto/servizio e questo non ha raggiunto le vostre aspettative? o anche vi ha causato problemi e i canali di assistenza facevano pure schifo?
  11. Ok, mi hai convinto. Però a me Windows serve ancora. Possono essere diversi i motivi per i quali Windows può tornare utile o essere addirittura necessario. Un programma che è disponibile solo per Windows, quel servizio di quell’ente pubblico che richiede Internet Explorer, una dannata stampante che funziona solo con i driver per Windows, un computer condiviso con altri utenti che non vogliono passare a Linux, essere videogamer incalliti eccetera eccetera. Linux però può girare tranquillamente accanto a Windows (ed anche al Mac, con alcuni accorgimenti), senza dargli fastidio. Basta dedicargli uno spazio minimo nell’hard disk (anche solo 10 Gb o meno, a seconda delle distribuzioni e dei programmi installati). Ma non solo: Linux si può installare praticamente ovunque! su un altro hard disk (interno o esterno), su una chiavetta Usb, una scheda SD o microSD (come quelle dei cellulari). O addirittura si può decidere di non installarlo, ma usarlo solo all’occorrenza.
  12. Lo puoi provare prima di installarlo. Non sei sicuro che Linux ti piaccia o faccia al caso tuo? Vuoi controllare che il tuo computer e i dispositivi collegati funzionino con Linux? Non vuoi installarlo ma sei solo curioso di vedere com’è? Da’ un’occhiata all’immagine sotto, risponde da sola a tutti i tuoi dubbi: linux2
  13. Quale Linux scelgo? È vero. La libertà di creare un numero potenzialmente infinito di versioni, distribuzioni e loro varianti ha creato un’offerta sterminata che può disorientare il neofita. I consigli sono sempre i soliti. Orientarsi all’inizio su distribuzioni semplici e molto diffuse come Ubuntu o una derivata (ad esempio Linux Mint che ha già tutto pronto ciò che serve). Infatti un maggior numero di utenti vuol dire anche più guide su internet e più persone che possono darti una mano. Infine ricordarsi di quanto detto nel punto 12: prima prova, poi installa. Prima o poi, cercando, troverai quello che fa per te e per il tuo pc.
  14. Ho un vecchio computer. Devo installare una vecchia versione di Linux? No! mai installare qualcosa fuori supporto. Abbiamo già detto che Linux è in grado di funzionare praticamente ovunque, quindi anche su vecchi pc. Esistono infatti distribuzioni linux apposite. Parlando molto in generale, per computer vecchi di dieci anni fa puoi usare questa, per computer di 15 anni fa puoi usare questa. Su macchine del secolo scorso (!!!) puoi usare invece questa. Chiaramente sono solo degli esempi. Per maggiori informazioni consulta questa pagina.
  15. Ho un computer con Windows 8. Ho sentito dire che è più difficile o impossibile installarci Linux. Vero in parte. Negli ultimi anni sono state introdotte alcune tecnologie (UEFISecure Boot) che “rompono un po’ le scatole” a chi vuole installare Linux. Ciò comporta, più che difficoltà nell’installazione vera e propria, una serie di accorgimenti nelle fasi preliminari all’installazione. Se avete bisogno di aiuto leggete i consigli dei punti successivi.
  16. Google è tuo amico (ed anche DuckDuckGo)! I motori di ricerca sono sempre utilissimi. Quando c’è un problema, o un aspetto di Linux che non capite, è molto probabile che ci sia qualcuno che ha già avuto lo stesso problema e che l’ha risolto, pubblicando su Internet come. Con una ricerca su Google troverete rapidamente guide pratiche, video-tutorial, interventi su blog e forum su come risolvere il vostro problema.
  17. L’aiuto della comunità. Linux non è solo un sistema operativo. È fatto e mantenuto da una comunità globale che condivide una filosofia e un’etica, basate sulla condivisione del sapere. Pertanto dietro ogni distribuzione Linux spesso ci sono delle persone che gestiscono wiki, forum, chat ed altri canali di aiuto per utenti vecchi e nuovi. Sei “old school” e preferisci il contatto diretto non virtuale, parlare a quattrocchi e potersi stringere la mano? Esistono anche i LUG, gruppi di appassionati che si incontrano periodicamente, diffusi più o meno in tutta Italia, sempre pronti a dare una mano.
  18. Ho visto che c’è un gruppo Facebook per la distribuzione che uso. L’ha detto pure Umberto Eco: i social network possono dare parola a tanti imbecilli (ma per fortuna anche ad altri per replicare). Da un lato è sicuramente bello essere sempre aggiornati con le ultime notizie, scambiare opinioni con i commenti, fare amicizia con altri appassionati, restare in contatto con la comunità ecc. Dall’altro è sempre dietro l’angolo il rischio che che il troll di turno butti tutto in caciara, di avere consigli da utenti poco esperti ed attendibili, che si faccia da megafono ad iniziative di dubbia utilità soltanto per esigenze di protagonismo e l’esibizionismo di qualche utente. Il mio consiglio è semplice: se vi va visitate i social network, iscrivetevi ai canali, mettete il follow a chi preferite. Però chiedete assistenza e supporto nei posti giusti (vedi punto 17)!
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2 thoughts on “Passare a Linux: tutto quello che avreste voluto sapere (ma non avete mai osato chiedere)

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