Due anni di Pinguini per Caso

2106330760_3eaf611cb9Il 28 novembre 2014 pubblicavo il mio primo articolo. Oggi quindi il blog spegne le prime due candeline. Come sempre, in occasione di anniversari e compleanni, viene spontaneo fermarsi un attimo per guardare indietro e cercare di fare il punto della situazione.

È un blog, questo, nato praticamente per gioco. Per motivi lavorativi mi serviva pasticciare con WordPress.com per fare pratica con una piattaforma di blogging. Così in quattro e quattr’otto ho creato Pinguini per caso, dedicandolo ad uno degli argomenti che più mi interessavano. Il nome l’ho scelto praticamente in dieci secondi e – diciamocelo – non è di sicuro la scelta migliore che mi poteva venire in mente. Per caso mi sono ritrovato ad essere blogger, immaginando di abbandonare tutto dopo pochi mesi, una volta passato l’interesse e l’entusiasmo iniziale. Invece le cose sono andate un po’ diversamente 🙂

Il sottotitolo della testata, al contrario del nome del blog, mi è sempre sembrata una scelta azzeccata. Un altro blog su Linux e dintorni di cui nessuno aveva bisogno non è soltanto una dichiarazione di modestia, ma la constatazione realistica che non ero di certo il primo a scrivere dell’argomento e che esistono autori molto più preparati di me con un loro sito o blog personale.

Che senso ha oggi continuare a scrivere un blog su Linux/informatica libera/open source ecc., in una blogosfera in lingua italiana che – parlando molto in generale – soffre di un’innegabile povertà creativa e informativa? Escludendo alcuni siti e blog molto validi, spesso si assiste ad alcuni fenomeni tristi, tra cui:

  • Tanti blog “minori” che scrivono argomenti di dubbia utilità (l’ennesima recensione di Ubuntu, la milionesima guida all’installazione di Linux Mint ecc.).
  • Pubblicazione di articoli copia/incolla, senza neanche citare la fonte. Nel migliore dei casi sono delle traduzioni letterali di siti inglesi come OMG Ubuntu, in altri dei veri e propri plagi. Al “furto” di articoli non è sfuggito neanche Pinguini per caso. Un caso eclatante si è verificato nel giugno scorso, quando mi sono imbattuto in una guida su Kodi identica ad un mio articolo. Per identica intendo che il plagiatore non si era degnato di cambiare neanche una virgola. Parlandone con amici mi è stato detto che l’accaduto era un segno della bontà dell’articolo. Invece io non ho potuto che provare dispiacere per la stupidità altrui, soprattutto alla luce del fatto che tutte le pagine del blog hanno licenza CC, quindi liberamente distribuibili (con stessa licenza, citando la fonte). La storia si è conclusa positivamente: sono riuscito a contattare il sito (che non cito per ovvi motivi), “obbligandolo” a porre il logo CC e a citare la fonte.
  • Caduta “verso il basso” di siti storici. Penso in particolare a quello che è forse il principale sito su Linux in Italia. L’amministratore, impossibilitato a tenerlo aggiornato per impegni personali, dopo averlo tenuto fermo per un po’, ha deciso di passare il testimone ad altri nuovi autori. Peccato che ciò abbia causato un generale peggioramento della qualità. Sono comparsi anche lì articoli “copia/incolla”, sono state pubblicate guide approssimative e/o incomplete e/o semplicemente “scritte male”, commesse parecchie ingenuità (ad esempio di recente ho visto una “news” che parlava del rilascio di una distro, avvenuto in realtà tre mesi prima!). Inutile segnalare il tutto nei commenti, poiché quelli non graditi vengono marcati come spam. Che tutto questo venga tollerato dall’admin perché il sito in questione ha annunci commerciali e porta avanti diverse partnership con aziende importanti? In mancanza di dichiarazioni in merito rimango con questo dubbio.
  • Un generale appiattimento e fuga verso i social network. Si tratta ovviamente di una tendenza globale che riguarda l’utilizzo di Internet in senso stretto (in vetta alla classifica dei siti più visitati al mondo compaiono sempre social network come Facebook, Youtube e Twitter). Questo è un processo che coinvolge gli autori quanto i lettori. Per pubblicare tutorial conviene aprire un blog o un canale YouTube? Un utente che cerca pareri, notizie o informazioni tecniche, le cercherà prima in un forum o un blog oppure in un gruppo Facebook? Se questi canali svolgono benissimo compiti come news feeding, aggregazione e coinvolgimento delle community, diffusione di contenuti ecc., per loro stessa natura provocano anche fenomeni che più di tante parole spiegano bene queste immagini:

screenshotsocialEbbene, un piccolo blog come il mio, che ha come autore un semplice appassionato non esperto, cosa può fare per migliorare la situazione in questo scenario? La risposta è ovvia e scontata: nulla. Posso invece continuare a scrivere su Pinguini per caso seguendo alcune linee guida, quando possibile. Non sono delle regole rigide che mi sono imposto, ma dei fattori di cui tengo conto prima e durante la scrittura del blog:

  • Libertà e indipendenza. Non guadagno un centesimo dal blog. La pubblicità che vedete nella pagina è quella di WordPress (che, se non gradita, potete evitarla con un semplice adblock). Non chiedo donazioni ai lettori (nonostante la reputi una buona modalità per contribuire, che in futuro potrei prendere in considerazione). Ciò mi consente di scrivere sempre e solo di quello che mi interessa o che reputo importante, quando posso e ne ho voglia, di non dover rincorrere i lettori pubblicando articoli “acchiappa-clic”. Il tutto continuandomi a divertire.
  • Scelta degli argomenti. Evito gli “articoli doppione”, almeno tendenzialmente. Se ho visto che ci sono già venti articoli in italiano sulla nuova release di Fedora evito di scriverne uno anch’io: non sono un’agenzia di stampa, non devo “coprire” tutte le news. Al contrario, se trovo una notizia pubblicata solo in inglese forse potrebbe essere interessante per qualcuno che mi occupi di tradurre l’articolo (citandolo), oppure di scriverne uno mio basandomi su più fonti.
  • Preferire la qualità alla quantità. Se in un periodo ho impegni personali o soffro di crisi creative, meglio non scrivere nulla piuttosto che pubblicare frettolosamente articoli fatti male e/o inutili.
  • Non guardare solo al proprio orticello. L’open source è fatto dalla comunità. Sono membro della community italiana di Ubuntu, per il quale mi occupo insieme ad altri di organizzare e supervisionare il Wiki. Tante volte se devo scrivere un tutorial preferisco farlo lì piuttosto che sul mio sito. Il perché è spiegato qui.

Quello che invece mi piacerebbe fare nel futuro, accanto ad articoli più tecnici o di informazione, è di pubblicare articoli più “da blog” nel senso classico del termine, dando spazio ad opinioni e considerazioni personali, magari sperimentando anche stili di scrittura che ho adoperato in misura minore. Chissà…

Per concludere non posso che ringraziare voi lettori, chi ha commentato e condiviso gli articoli, chi segue regolarmente il blog, chi lo legge occasionalmente. Spero di essere stato utile o interessante, almeno qualche volta 🙂 .

One thought on “Due anni di Pinguini per Caso

  1. Le donazioni sono il sistema migliore per sostenere un blog. Ne faccio diverse via PayPal, l’ho tolta solo al sito a cui ti riferivi prima, non solo per articoli peggiorati col nuovo admin, ma anche perchè si appoggia a pubblicità discutibili (le bufale di edinet.bg).
    Un consiglio per lo stile: i fatti si possono raccontare anche in prima persona, es: “Stanotte volevo aggiornare il kernel sul mio computer-muletto, quando mi sono accorto che…” ecc.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...