elementary OS 5 Juno: ecco finalmente il rilascio ufficiale

A meno di un mese dalla versione Beta 2, il team di elementary OS ha annunciato il rilascio di elementary OS 5, nome in codice Juno.
Come di consueto, anche questa release di eOS 5 è basata su l’ultima versione LTS di Ubuntu, ossia 18.04 LTS Bionic Beaver.
Oltre ai miglioramenti “sotto il cofano” dell’ultima LTS di Canonical, questo nuovo rilascio di elementary OS introduce diverse novità che migliorano l’ambiente desktop Pantheon, il desktop environment interamente “fatto in casa” dagli sviluppatori di elementary.

Per conoscere tutte le novità e le migliorie introdotte da eOS 5, potete leggere l’articolo ufficiale su medium.com. Potete invece scaricare elementary OS 5 dal sito ufficiale, inserendo l’importo 0 se volete scaricare il file .iso senza effettuare donazioni.

 Enjoy!

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Ubuntu aggiunge l’opzione ‘Minimal Install’ a Ubiquity

300px-ubiquity_installerÈ in arrivo una nuova opzione per chi il prossimo aprile installerà Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver. Infatti all’installer Ubiquity sta per essere aggiunta l’opzione per l’installazione minimale.

Nulla a che vedere con la ISO minimale di Ubuntu, che anzi non verrà sostituita. Si tratterà invece di un’opzione che permetterà all’utente di decidere di installare il desktop di Ubuntu senza alcuni programmi che di solito sono compresi assieme all’ambiente grafico. Utilizzando questa opzione, quindi, sarà possibile ottenere un sistema Ubuntu con soltanto il desktop, il web browser e pochissimi altri strumenti. Ciò per semplificare il lavoro a quegli utenti che, non appena installano Ubuntu, provvedono a eliminare eventuali programmi non desiderati quali Thunderbird, Transmission, Rhythmbox, LibreOffice, Cheese, Shotwell ed altri.

Gli sviluppatori fanno sapere che questa sarà una soluzione temporanea per la prossima LTS. Nel futuro, infatti, dovrebbe essere adottato il nuovo installer Subiquity, che integra già funzionalità simili.

Al momento, mentre scrivo, nella .iso daily non è ancora presente questa nuova funzionalità, che quindi non ho potuto testare di persona.

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Rilasciato LibreOffice 6.0: installiamolo su Ubuntu e derivate

La Document Foundation ha annunciato il rilascio di LibreOffice 6.0. Si tratta di un major release della famosa suite libera per ufficio, già disponibile al download per i principali sistemi operativi (Windows, Mac OS e GNU/Linux). Introduce tantissime novità: nuovo pulsante rapido per i caratteri speciali, implementazioni delle finestre di dialogo, esportazione dei documenti in formato .epub, possibilità di utilizzare chiavi OpenPGP per la firma di documenti .odf e tanto altro. Le note di rilascio sono consultabili in questa pagina, oppure potete visionare il seguente video dimostrativo:

Per chi volesse già provarla sono disponibili dalla pagina di download i pacchetti per Linux, in formato .deb e .rpm, per sistemi 32 e 64 bit. Continua a leggere

Jide abbandona il progetto Remix OS

remixosdesktop

Mi ero già occupato dell’argomento Remix OS, ossia il progetto portato avanti dall’azienda cinese Jide Technology di proporre una versione di Android x86 ottimizzata per computer. L’idea sembrava piacere e funzionare, tant’è che avevano avuto successo le campagne su Kickstarter per i dispositivi Remix Mini e Remix IO.

Tuttavia è di ieri l’annuncio postato sui social che comunica l’abbandono del mercato consumer per rivolgersi esclusivamente a quello delle aziende:

«Nello scorso anno abbiamo ricevuto un numero sempre crescente di richieste da varie imprese e abbiamo iniziato ad aiutarle nella realizzazione di strumenti utili alle loro aziende utilizzando hardware e software di Jide. Noi vediamo enormi potenzialità nel ruolo che Jide può svolgere nel rivoluzionare il modo in cui operano questi tipi di business. Date le nostre risorse, abbiamo deciso di concentrare gli sforzi della nostra società solamente nel portare avanti il settore enterprise.» 

La conseguenza di questa decisione sarà la cessazione dello sviluppo di Remix OS e la successiva dismissione dei progetti collegati. Chissà se su questa decisione, oltre alle motivazioni ufficiali, abbiano influito anche altri fattori, come ad esempio valutazioni sui traguardi raggiunti dal progetto (che ancora oggi è soltanto in versione beta) oppure previsioni più a lungo termine (le percentuali pressoché irrisorie nel settore desktop di del sistema Android, i progetti futuri di Google che potrebbero comportare l’abbandono di quest’ultimo ecc.). Potete dire la vostra nei commenti.