Ubuntu aggiunge l’opzione ‘Minimal Install’ a Ubiquity

300px-ubiquity_installerÈ in arrivo una nuova opzione per chi il prossimo aprile installerà Ubuntu 18.04 LTS Bionic Beaver. Infatti all’installer Ubiquity sta per essere aggiunta l’opzione per l’installazione minimale.

Nulla a che vedere con la ISO minimale di Ubuntu, che anzi non verrà sostituita. Si tratterà invece di un’opzione che permetterà all’utente di decidere di installare il desktop di Ubuntu senza alcuni programmi che di solito sono compresi assieme all’ambiente grafico. Utilizzando questa opzione, quindi, sarà possibile ottenere un sistema Ubuntu con soltanto il desktop, il web browser e pochissimi altri strumenti. Ciò per semplificare il lavoro a quegli utenti che, non appena installano Ubuntu, provvedono a eliminare eventuali programmi non desiderati quali Thunderbird, Transmission, Rhythmbox, LibreOffice, Cheese, Shotwell ed altri.

Gli sviluppatori fanno sapere che questa sarà una soluzione temporanea per la prossima LTS. Nel futuro, infatti, dovrebbe essere adottato il nuovo installer Subiquity, che integra già funzionalità simili.

Al momento, mentre scrivo, nella .iso daily non è ancora presente questa nuova funzionalità, che quindi non ho potuto testare di persona.

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Ubuntu 17.10: eseguire applicazioni come amministratore sotto Wayland

2000px-wayland_logo-svgUbuntu 17.10, versione ormai prossima al rilascio ufficiale, usa Wayland come sessione predefinita (ma è disponibile anche la sessione con Xorg). È stato segnalato un piccolo problema con le applicazioni grafiche che devono essere lanciate con i privilegi di amministrazione (con Sudo, Gksu o direttamente come Root). Infatti programmi come il Gestore Pacchetti Synaptic, Grub Customizer e Gparted, che chiedono la password all’avvio, non si aprono. Lanciandoli con gksu può essere notificato l’errore «Failed to run [nome-programma] as user root. Unable to copy the user’s Xauthorization file». Mentre lanciandoli con il terminale viene dato l’output: No protocol specified. Gtk-WARNING **: Cannot open display: :0.

Il problema potrebbe essere risolto a breve, ma nel frattempo è possibile adoperare un workaround temporaneo. Infatti è sufficiente aggiungere un comando in avvio automatico. Dopo aver cercato la relativa voce nel menu, premere il tasto «Aggiungi», poi creare una nuova voce con un nome e un commento a piacere, che abbia come comando:

xhost si:localuser:root

Riavviando il sistema, infine, il problema dovrebbe risolversi.

Enjoy!

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Ubuntu 17.10 Daily Build: ora GNOME è davvero il desktop di default

ubu17.10Gnome

Chi segue lo sviluppo di Ubuntu 17.10 Artful Aardvark si sarà sicuramente accorto che da alcuni giorni era approdata la sessione con GNOME Shell e si stavano pian piano rimuovendo i pacchetti di Unity (compresi quelli di GNOME appositamente “forkati” per il “vecchio” desktop di casa Canonical). Questa operazione da oggi può dirsi compiuta. Infatti se si scarica la .iso giornaliera sarà presente GNOME come unico desktop nella live. È disponibile in due sessioni, GNOME e GNOME Wayland. Uno screenshot di come appare lo potete vedere sopra.

Rimangono anche alcuni programmi come Rhythmbox e Thunderbird, la web-app di Amazon. Rimangono pure il login manager LightDM e i temi Ambiance/Radiance (in versione riadattata). Tuttavia mancano ancora diversi mesi al rilascio della Final Beta e poi della Release Candidate, prima ovviamente del rilascio finale di ottobre. Tante cose potrebbero ancora cambiare. Intanto…

Bye bye Unity!

UPDATE: Passata neanche mezzora dalla pubblicazione dell’articolo, già una notizia contraddice in parte quanto riportato sopra. Pare infatti che stia iniziando la transizione da LightDM a GDM.

Ubuntu e la fine del progetto Unity: cosa è certo finora

logo-ubuntu_cof-orange-hexÈ esattamente di una settimana fa l’annuncio di Mark Shuttleworth che con lo stupore di tutti ha dichiarato: «We will shift our default Ubuntu desktop back to GNOME for Ubuntu 18.04 LTS», ossia «Cambieremo il desktop di default di Ubuntu portandolo nuovamente a GNOME per Ubuntu 18.04 LTS». Come era ovvio, si è sollevato un grande clamore, molti sono stati i commenti a riguardo all’interno della comunità (in gran parte non positivi per la verità), è nato naturalmente un avvertibile senso di sconforto e sfiducia. In molti hanno iniziato ad avere dubbi sul da farsi fra un anno in previsione del passaggio (o meglio, del ritorno) di Ubuntu all’interfaccia grafica GNOME.

Ho deciso pertanto di fare un po’ il punto della situazione, provando fare chiarezza e a rispondere alle domande più frequenti di alcuni utenti, in particolar modo dell’utenza “media”, interessata principalmente all’uso del sistema e che seguono meno le vicende legate alle news provenienti dalla comunità e allo sviluppo del software. Continua a leggere