DistroWatch: a cosa serve (e soprattutto a cosa non serve)

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Alzi la mano chi non ha mai visitato o consultato lo storico sito DistroWatch. Nel corso degli anni è diventato praticamente un’istituzione per gli appassionati di sistemi operativi liberi. Sempre aggiornatissimo, facile da consultare, permette di conoscere la quasi totalità dei sistemi GNU/Linux (ed altri), di scoprirne di nuovi, dai più diffusi a quelli più sconosciuti, dalle distro attive a quelle abbandonate “morte e sepolte”. Con i filtri di ricerca interni è possibile confrontarle, seguirne lo sviluppo e le novità compresi i nuovi rilasci, visualizzarne le caratteristiche, accedere a recensioni, link di download e molto altro.

Una delle funzioni più popolari è certamente la classifica delle distro (ne parleremo dopo!), visualizzabile direttamente dalla Home del sito. Spesso ho sentito diverse inesattezze riguardanti questa classifica. Passi pure che a fare confusione siano alcuni utenti di turno, quando dicono la loro su forum o sui social network. Ma a volte possono prendere delle vere e proprie cantonate anche altri soggetti – in teoria – più affidabili: è successo ad un famoso blog di tecnologia (fra i più visitati in Italia) con un articolo pubblicato il mese scorso, addirittura anche alla pagina italiana di Wikipedia (nella versione leggibile fino a pochi giorni fa). Direi che è giunto il momento di provare a fare un po’ di chiarezza. Continua a leggere

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